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Contributi INPS a carico del datore: quanto versa davvero l'azienda

La voce più pesante del costo del lavoro dopo la RAL: aliquote per settore, scadenze e cosa ci si compra.

Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2026

La regola generale

Per ogni dipendente l'azienda versa all'INPS una quota contributiva che vale, nella generalità dei casi, tra il 28% e il 33% della retribuzione lorda — molto più del 9,19% trattenuto al lavoratore. L'aliquota esatta dipende dall'inquadramento aziendale (settore, dimensione, qualifica del lavoratore) ed è indicata nella posizione contributiva aperta presso l'INPS.

Aliquote indicative per settore (2026)

Questi sono i valori rappresentativi usati dal nostro calcolatore (sempre personalizzabili):

SettoreINPS datoreINAIL indicativo
Commercio / Terziario (impiegato)29,30%0,40%
Industria (impiegato)29,96%1,00%
Industria (operaio)33,50%2,50%
Studi professionali28,00%0,40%
Artigianato30,00%1,50%
Apprendistato (≤ 9 dipendenti)11,61%1,00%

L'apprendistato è il caso a parte più rilevante: l'aliquota agevolata (11,61% per le imprese fino a 9 dipendenti) abbatte il costo contributivo di circa due terzi rispetto a un contratto standard.

Cosa finanziano questi contributi

  • IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti) — la parte preponderante: alimenta la pensione futura del lavoratore.
  • NASpI — l'assicurazione contro la disoccupazione (aliquota ordinaria 1,61%, con addizionale sui contratti a termine).
  • CIG/CIGS e fondi di solidarietà — gli ammortizzatori in costanza di rapporto, dove previsti.
  • Malattia, maternità, assegno unico (ex CUAF) — le prestazioni temporanee erogate dall'INPS.

Massimale e soglie 2026

Per gli iscritti alla previdenza obbligatoria dopo il 31/12/1995 il massimale contributivo 2026 è 122.295 €: oltre quella retribuzione non si versano contributi IVS (circolare INPS n. 6 del 30/01/2026). Sul fronte del lavoratore, oltre la prima fascia di retribuzione pensionabile (56.224 €/anno) scatta l'aliquota aggiuntiva dell'1%.

Quando e come si versano

I contributi (quota datore + quota trattenuta al dipendente) si versano entro il giorno 16 del mese successivo con modello F24, mentre i dati retributivi passano dal flusso Uniemens entro fine mese. Il ritardo costa sanzioni civili e blocca il DURC — che a sua volta è requisito per tutti gli incentivi all'assunzione.

Come si riducono

L'aliquota in sé non si negozia: si riduce la base (welfare esente) o si usano gli esoneri contributivi. Nel 2026 gli esoneri del DL 62/2026 (giovani, donne, ZES) possono azzerare la quota datore fino a 500-800 €/mese per 24 mesi — su una RAL di 25.000 € nel commercio significa passare da 7.325 € a 1.325 € di contributi annui. I dettagli e gli esempi sono nella guida agli incentivi.

Domande frequenti

Perché in busta paga il costo azienda non si vede?

La busta paga mostra lordo e trattenute del lavoratore; i contributi datoriali viaggiano solo su F24 e Uniemens. È il motivo per cui il costo reale di un'assunzione sorprende chi non l'ha mai calcolato: per vederlo tutto usa il calcolatore del costo dipendente.

I contributi si pagano su tredicesima e quattordicesima?

Sì: le mensilità aggiuntive sono retribuzione a tutti gli effetti e seguono le stesse aliquote.

Fonti ufficiali