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Dipendente o collaboratore in P.IVA forfettaria?

A parità di spesa per l'azienda, confronta netto percepito, contributi e imposte — con i parametri 2026 e senza lasciare i tuoi dati.

Ultimo aggiornamento: 4 luglio 2026 · metodologia e fonti

👔 Dipendente

Costo azienda
41.132,22 €
RAL
30.000,00 €
Netto percepito
23.476,54 €
Netto / spesa azienda
57,1%

💼 Forfettario — a parità di spesa

Compenso fatturato
41.132,22 €
Contributi INPS (Gest. Separata 26,07%)
8.364,07 €
Imposta sostitutiva 15%
3.557,86 €
Netto percepito
29.210,29 €
Netto / spesa azienda
71,0%

A parità di spesa per l'azienda (41.132,22 €), il collaboratore in forfettario incassa 5.733,75 € in più all'anno del dipendente — ma senza ferie e malattia pagate, tredicesima, TFR, NASpI e con una contribuzione pensionistica in genere inferiore. Il confronto completo è nella guida qui sotto.

Come funziona il confronto

Il comparatore mette a parità la variabile che interessa a chi paga: la spesa aziendale totale. Per il dipendente è RAL + contributi datore + INAIL + TFR (formule qui); per il collaboratore in forfettario coincide con il compenso fatturato, perché contributi e imposte sono a carico suo.

Dal compenso del forfettario si sottraggono:

  • i contributi INPS — Gestione Separata al 26,07% sul reddito imponibile (circolare INPS 8/2026) per i professionisti senza cassa, oppure i contributi artigiani/commercianti (fissi ~4.520-4.610 € sul minimale di 18.808 € + 24%/24,48% sull'eccedenza, circolare INPS 14/2026), con l'eventuale riduzione del 35% riservata ai forfettari;
  • l'imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi 5 anni di nuova attività), applicata al reddito determinato con il coefficiente di redditività del codice ATECO (dal 40% del commercio al 86% delle costruzioni), al netto dei contributi versati.

Niente IRPEF progressiva, niente addizionali: è il motivo per cui, a parità di spesa, il forfettario incassa sensibilmente di più.

Quello che il netto non dice: il confronto onesto

Se il netto fosse tutto, nessuno sarebbe dipendente. Nel prezzo del dipendente l'azienda compra tutele che il forfettario deve pagarsi da solo:

VoceDipendenteForfettario
Ferie e permessi retribuiti✅ (~5 settimane/anno)❌ non fattura se non lavora
Tredicesima (e quattordicesima)
TFR✅ ~6,91% della RAL ogni anno
Malattia e infortuni✅ INPS + INAIL⚠️ tutele minime (ISCRO/indennità GS)
Disoccupazione (NASpI)
Contribuzione pensionistica✅ ~33% della RAL⚠️ 24-26% su un imponibile ridotto dal coefficiente
Stabilità e licenziabilitàTutelata per leggeContratto libero, revocabile

Attenzione alla falsa partita IVA

Se il collaboratore lavora con orari imposti, postazione fissa, un solo committente e direttive stringenti, il rapporto può essere riqualificato come lavoro subordinato (art. 2 D.Lgs. 81/2015), con recupero di contributi, sanzioni e differenze retributive. Il confronto economico ha senso solo per collaborazioni genuinamente autonome.

I paletti del regime forfettario nel 2026

  • Ricavi/compensi entro 85.000 € (uscita immediata oltre 100.000 €).
  • Spese per dipendenti e collaboratori entro 20.000 € lordi.
  • Redditi da lavoro dipendente dell'anno precedente entro 35.000 € (soglia prorogata per il 2026), salvo cessazione del rapporto.
  • Non si può fatturare prevalentemente all'ex datore di lavoro dei due anni precedenti.

Domande frequenti

Per l'azienda il forfettario è sempre più conveniente?

A parità di spesa il collaboratore incassa di più, quindi a parità di netto la spesa è minore. Ma il vantaggio si paga in flessibilità organizzativa limitata (niente potere direttivo), rischio di riqualificazione e turnover. Per ruoli stabili e integrati nell'organizzazione, il dipendente — magari con gli incentivi 2026 — resta la scelta corretta anche giuridicamente.

Il calcolo include la rivalsa INPS del 4%?

No: l'eventuale rivalsa è una scelta contrattuale che sposta parte dei contributi sul committente; nel confronto "a parità di spesa" è già assorbita nel compenso totale.

→ Calcola il costo completo del dipendente voce per voce