Come si calcola il TFR
Il Trattamento di Fine Rapporto (art. 2120 c.c.) matura ogni anno in misura pari alla retribuzione utile divisa per 13,5. Da questa quota si sottrae lo 0,50% della retribuzione, destinato al Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti (L. 297/1982): l'accantonamento effettivo è quindi circa il 6,41% netto della RAL (6,91% − 0,50%).
La rivalutazione annuale
Al 31 dicembre il fondo accantonato negli anni precedenti si rivaluta dell'1,5% fisso più il 75% dell'inflazione FOI rilevata dall'ISTAT (la quota maturata nell'anno in corso non si rivaluta). Sulla rivalutazione si paga un'imposta sostitutiva del 17%. A titolo di riferimento, il coefficiente di rivalutazione di maggio 2026 è pari al 2,661543% (tabelle aggiornate).
Azienda, fondo pensione o Fondo Tesoreria?
Entro 6 mesi dall'assunzione il lavoratore sceglie se lasciare il TFR in azienda o destinarlo alla previdenza complementare; nelle aziende con almeno 50 dipendenti il TFR "in azienda" affluisce in realtà al Fondo Tesoreria INPS. Per l'azienda il TFR è comunque un costo di circa il 6,91% della RAL — è una delle voci del calcolatore del costo dipendente.
Domande frequenti
Il TFR maturato è quello che incasso?
No: alla liquidazione si applica la tassazione separata con l'aliquota media IRPEF dei tuoi ultimi anni (l'Agenzia delle Entrate riliquida poi l'imposta definitiva). Il simulatore mostra il lordo maturato, già al netto della sola imposta sulla rivalutazione.
Posso chiedere un anticipo?
Sì, dopo 8 anni di servizio, fino al 70% del maturato, per spese sanitarie o acquisto della prima casa (art. 2120 c.c., commi 6-11), nei limiti aziendali del 10% degli aventi diritto l'anno.